Prima di iniziare, due importanti segnalazioni:
Questa sera, 4 novembre alle 21, a Parma, Borgo San Silvestro 40
Sconosciuti, una storia di reale virtualità
testi di Morena Fanti e Marco Sforza
musiche di Marco Sforza
con, naturalmente: Morena Fanti e Marco Sforza
Performance, evento, spettacolo, reading ( o come volete chiamarlo), consigliatissimo!
giovedì 5 novembre 2009 dalle 21,30 alle 23,30 presso la Vineria Libreria Caffetteria Zammù, via Saragozza 32/a di Bologna la Casa Lettrice Malicuvata presenta, nell’ambito di Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario:
Alberto Masala, Alfabeto di strade (Edizioni Maestrale) - introduce Marcello Fois
reading per voci sole divise tra sardo e italiano.
E anche questo incontro è consigliatissimo! Tanto è vero che parteciperò (come mera spettatrice) a entrambi.
E ora parto con l'argomento del giorno
Forse ci sarà chi riterrà irrispettoso, quasi blasfemo, questo mio post odierno. Ma non è questa, la mia intenzione. Ancora una volta voglio esprimere la mia avversione alla guerra e verso i poteri che alla guerra conducono.
4 novembre: Festa delle Forze armate.
Beh, devo proprio dire che Festa e Forze armate costituiscono, per me, un bell’, o meglio, un brutto ossimoro…
E pensando a tutta la retorica che in questo giorno si spreca e sui giornali, e sugli schermi televisivi, e sulle piazze, mi è venuto in mente di scrivere questi pochi versi. che non sono belli, lo so, ma esprimono il mio pensiero. Questo non significa che io non provi una grande pietà per i soldati morti in tutte le guerre del mondo, dalle più antiche a quelle in corso. Ma è l’abusato termine eroi, che mi ha fatto scrivere:
Ma quali eroi?
Ma quali eroi?
Eroe è chi la guerra ripudia
a costo della vita
e avvicina il nemico
per tendergli la mano
e chiamarlo fratello
Gli eroi di ieri,
quelli di vecchie guerre,
son stati solo carne da macello
E agli eroi di oggi
non saprei dare un nome
la maggior parte è gente
che parte perchè ha fame.
L’eroe, insomma, è questo, raccontato da Boris Vian.
In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà
la cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro Lunedì
Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me
io non ce l'ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò
Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me
mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà
Quand'ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie, il mio passato
la mia migliore età
domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò
Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà
e dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho
Vorrei che entraste un attimo anche qui:
Grazie, ragazzi!
scrive Pedjolo: poche severe parole, ma c’è un’immagine, poi, che parla da sola.
E la verità sulla guerra la esprime anche Eric Bogle, nel testo della sua canzone
The Green Fields Of France (No Man's Land), di cui riporto una stralcio.
E non posso fare a meno di chiedermi ora, Willie MacBride,
Tutti quelli che giacciono qui sanno perché sono morti?
Ci hai creduto davvero quando ti han detto perché?
Hai creduto davvero che quella sarebbe stata l'ultima guerra?
E la sofferenza, la pena, la gloria e la vergogna,
Uccidere e morire - tutto è stato invano.
Perché, Willie MacBride, tutto quanto è successo di nuovo,
Di nuovo, di nuovo, di nuovo, di nuovo.
Di questa canzone riporto anche la versione che ho trovato in youtube.
Buon ascolto